Linfedema

Linfedema: quando la linfa non può scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna

Linfedema: quando la linfa non può scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna - Linfedema: quando la linfa non può scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna

Qual è la causa del linfedema?

Il sistema linfatico comunica con il sistema cardiovascolare e svolge funzioni importanti per l’organismo come quelle del sistema cardiovascolare stesso. Svolge un ruolo decisivo nell’ambito del sistema immunitario. In assenza di malattie, non c’è ragione di pensare al sistema linfatico. Ci si accorge delle sue funzioni solo quando è compromesso, ad esempio in caso di linfedema.

Che cos’è esattamente? Il linfedema compare quando la linfa non può scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna nei tessuti: come quando c’è traffico in città. Le braccia e le gambe si gonfiano e si forma l’edema, cioè un gonfiore cronico.

Tuttavia, con il trattamento giusto e un atteggiamento positivo, è possibile condurre una vita del tutto normale. Perché questo è poco ma sicuro: ci sono dei metodi per mantenere il linfedema costante e godersi comunque la vita.

Forme

Ci sono due forme di linfedema: il linfedema primario e quello secondario:

Linfedema primario: Il linfedema primario è congenito. Di solito è causato da canali linfatici o linfonodi non completamente formati.

Linfedema secondario: Il linfedema secondario è quello che si sviluppa nel corso della vita e non è congenito. Le sue cause possono essere, ad esempio, interventi chirurgici, infezioni o lesioni.

Segni e sintomi

Il cosiddetto segno di Stemmer è uno strumento diagnostico affidabile per riconoscere il linfedema. Si cerca di sollevare verso l’alto una plica cutanea (ad esempio su un dito del piede). Se la manovra risulta difficile o impossibile, si parla di “segno di Stemmer positivo”.

Questo è un segno di linfedema. Inoltre, indicano un linfedema delle pliche cutanee naturali più profonde sulle articolazioni, il gonfiore sul dorso delle mani e dei piedi e la pelle tesa.

Stadi

  • Stage 0: Stadio 0: I vasi linfatici sono già danneggiati, ma non è ancora visibile alcun gonfiore.
  • Stage 1: Stadio 1: Il gonfiore si sviluppa nel corso della giornata, ma scompare parzialmente o completamente tenendo gli arti sollevati. Premendo con un dito sui tessuti, si forma una depressione che rimane per un certo tempo.
  • Stadio 2: Il gonfiore persiste anche dopo un riposo più prolungato. La cute è rigida e sollevare gli arti non è più utile. È difficile o addirittura impossibile formare una depressione nella cute.
  • Stadio 3: È caratterizzato dal gonfiore e dalle alterazioni cutanee (ad esempio sotto forma di vescicole che perdono liquido linfatico). Un’altra forma di questo edema viene denominata elefantiasi

In tutti i casi, si raccomanda nelle fasi più precoci di consultare il medico (già allo stadio 1), che potrà prescrivere il trattamento adatto e farà in modo che l’edema non progredisca ulteriormente, ma che si riduca o almeno rimanga costante. In questo modo si può prevenire la progressione dell’edema allo stadio 3

Fattori di rischio

I pazienti affetti da cancro devono spesso sottoporsi alla radioterapia dei linfonodi, oppure questi vengono asportati in toto. Questo influenza, naturalmente, tutto il sistema linfatico e può comparire un edema. Altri fattori, quali l’età o il sesso femminile, possono favorire al comparsa del linfedema.

In molti casi, il linfedema può anche svilupparsi da un precedente disturbo venoso combinato a insufficiente esercizio fisico. Ci sono molte cause, ma il fatto positivo è che sono disponibili efficaci opzioni di trattamento in grado di restituire ai pazienti con problemi linfatici la loro qualità di vita.

Prevenzione

È presente un linfedema? Prestate attenzione alle piccole cose della vita quotidiana. Ciò contribuirà a tenere sotto controllo l’edema. Ad esempio, portate degli indumenti comodi, non troppo stretti. Pulite e trattate la pelle con cura e usate solo sostanze a pH neutro. È presente un sovrappeso? Cercate di perdere peso. Ad esempio, chiedete al medico o alla cassa malati informazioni sui programmi di ginnastica e di esercizi che contribuiscono a decongestionare gli arti. A casa, proteggetevi dalle ferite delle unghie e della pelle. Evitate lo stress e il freddo estremo, perché entrambi possono costringere i vasi. Vanno anche evitate le attività che dilatano i vasi, quali la lunga esposizione al sole, la sauna o i bagni troppo caldi. È anche importante evitare massaggi con impastamento, che potrebbero sottoporre a un’eccessiva sollecitazione la parte del corpo affetta, mentre il linfodrenaggio manuale ha un effetto positivo sul sistema linfatico. Infine: indossare sempre i capi compressivi durante l’esercizio fisico (ad esempio, durante le attività sportive).

Come si può trattare il linfedema?

Il linfedema è una malattia cronica. Tuttavia, con il trattamento corretto, e soprattutto a lungo termine, si ottengono ottimi risultati. La fisioterapia complessa decongestionante (CPD) si è dimostrata particolarmente efficace. Come suggerisce il nome stesso, lo scopo è quello di decongestionare prima gli arti affetti.

All’inizio ci si focalizza sul trattamento e sull’igiene della cute. Detergere e trattare con cura le aree affette. Quindi, il terapista effettua il linfodrenaggio manuale e applica, subito dopo, un bendaggio compressivo. Ciò favorisce il ritorno della linfa durante questa fase. Senza i bendaggi, l’edema ritornerebbe dopo circa due ore. Importante come parte del processo decongestionante: camminare, se possibile, subito dopo il linfodrenaggio manuale e con il bendaggio già applicato.

Una volta terminata la fase di decongestione, inizia la seconda fase: la fase di mantenimento. Le quattro componenti sono le stesse della decongestione: igiene, linfodrenaggio, compressione e attività fisica, ma ora il bendaggio viene sostituito da un capo compressivo. A questo scopo, si usano di solito le calze compressive a maglia piatta. Si tratta di capi con cuciture, costituiti da materiale meno elastico, più rigido, rispetto ai capi a maglia circolare. La calzetteria a maglia circolare viene usata più spesso per le malattie venose, come le vene varicose.

Capi compressivi a maglia piatta per il mantenimento

Capi compressivi a maglia piatta per il mantenimento - Capi compressivi a maglia piatta per il mantenimento

 

I capi compressivi a maglia piatta esercitano una compressione costante sul braccio o sulla gamba durante la fase di mantenimento. Essi non si insinuano nelle pliche cutanee e non causano, quindi, delle costrizioni. La calzetteria compressiva è disponibile su prescrizione presso i rivenditori specializzati (es. rivenditori di materiali chirurgici) ed è fatta su misura, per adattarsi alle circonferenze del braccio o della gamba.

Anche le misurazioni vengono prese presso il rivenditore specializzato. È importante indossare regolarmente il capo compressivo. Solo così il risultato rimarrà costante e l’edema non si diffonderà. In aggiunta, è possibile assumere dei farmaci: il medico deciderà sulla loro necessità.

 

In sintesi, si può affermare che il linfedema non è completamente curabile, ma si possono raggiungere ottimi risultati con la CPD. Attualmente, i capi compressivi sono disponibili anche in moderni colori e fantasie, per cui i pazienti sono molto più contenti di indossarli rispetto al passato.

Prendete sul serio i gonfiori di braccia e gambe e chiedete consiglio al medico. Nella ricerca dello specialista più adatto, dare la preferenza alle qualifiche specialistiche quali "flebologo" o "linfologo". I flebologi e i linfologi sono specializzati in malattie del sistema venoso e linfatico e partecipano alla formazione professionale continua in questo campo specialistico. Il medico prescriverà, e necessario, il trattamento qui descritto (es. linfodrenaggio manuale o capi compressivi).

1 www.krebsdaten.de
2 Deutsche Krebsgesellschaft e.V. (2008): Interdisziplinäre S3-Leitlinie für die Diagnostik, Therapie und Nachsorge des Mammakarzinoms, Germering, München: W. Zuckschwerdt Verlag.

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